Un anno per impazzire

Jacopo Bettinelli

‘AAA Cercasi persona disponibile a restare a letto per un anno. Congrua ricompensa. Astenersi perditempo’

 

Giorno 254

Ricordo ancora che quando lessi quell'inserzione sul giornale la prima volta restai sorpreso, ero sicuro di aver capito male. Telefonai subito e mi confermarono che l'unico requisito era essere dotati di buona salute e predisposizione a restare a letto per lunghi periodi di tempo. Unica vera richiesta: tenere un diario giornaliero. Era il mio pane! Mi avrebbero pagato 18mila dollari al mese per stare a far quello che amo di più: dormire. Non avrei mai immaginato che sarebbe stata così dura.

 

Giorno 1

Mi hanno preso! Sono contentissimo!

Mi sono appena fatto una dormita coi fiocchi. Prima di addormentarmi le infermiere mi hanno vestito in una strana uniforme da cui escono un sacco di fili collegati a diversi monitor per controllare il mio stato di salute e fatto sdraiare.

 

Giorno 2

Il giorno e la notte non hanno nessuna distinzione, la stanza è perennemente in penombra in modo che la luce non sia troppo forte da disturbare il sonno ma che mi permetta di vedere cosa succede intorno a me durante i momenti di veglia. La cosa più fastidiosa dei momenti in cui sono sveglio sono le funzioni corporali, questo sistema di tubi e cateteri è immensamente fastidioso, per non parlare del fatto che il cibo che mi somministrano è poco ed insapore.

 

Giorno 10

Dopo dieci giorni che sono qui inizio a sentire la mancanza dell'aria fresca, non pensavo sarei mai arrivato a sentirà questa necessità, io che ho sempre aborrito uscire di casa per far la spesa o altro.

 

Giorno 20

I dottori e le infermiere passano a ritmo regolare a controllare che i vari cavi siano ancora ben fissati alla tuta e ai macchinari e non li abbia strappati o allentati durante il sonno o coi miei pochi movimenti concessi sul letto. Scambiano con me poche parole, mi sembra addirittura che ogni giorno che passa mi parlino sempre di meno ma forse è solo una mia impressione. Quella che invece è oggettivamente diminuita è la quantità di cibo che mi danno, oramai siamo passati a una manciata di pillole dai vari colori due volte al giorno. In compenso hanno iniziato a farmi sempre più flebo, quasi tutti i nutrienti e i liquidi necessari mi vengono somministrati così. Lo stomaco fa a tratti un po' male, forse si sta atrofizzando, ma se tutto ciò di cui il mio corpo ha bisogno è direttamente nel sangue, è un modo molto più efficiente di assumere le sostanze nutritive che attraverso la digestione.

 

Giorno 30

Il mio primo mese! Urrà!! 18.000 dollari sul conto corrente!!

 

Giorno 75

Oramai non vedo quasi né dottori né infermiere, non so se mi monitorano solo da quella telecamera lassù sopra quell'angolo o passano solamente mentre dormo. Sento l'incredibile necessità di avere un contatto qualunque con un essere umano. A volte mi sogno di gente che entra nella stanza.

 

Giorno 100

Incredibile, sono più di tre mesi che sono qui e non sono ancora impazzito. O almeno credo. Comunque sono 100 giorni che sono sdraiato e penso che si dovrebbe festeggiare, invece il muro continua ad essere lì, bianco immacolato che mi circonda immobile e silenzioso. Ho voglia di ascoltare della musica, un qualsiasi suono che rompa questo silenzio fatto del solo ronzio delle apparecchiature a cui sono collegato.

 

Giorno 157

Oggi mi sono reso conto per la prima volta che a parte le mani che uso quotidianamente per scrivere, non riesco a muovere quasi nessun altra parte del corpo. Mi si sono atrofizzati sicuramente tutti i muscoli e probabilmente mi si stanno decalcificando le ossa. Dio mio, in che avventura mi sono cacciato.

 

Giorno 180

Mi sono svegliato di soprassalto e ho visto una figura scura china su me. Sono mesi che non vedo un altro essere umano tranne in sogno e averne uno così vicino all'improvviso ha scatenato in me sentimenti contrastanti di paura e felicità nello stesso momento. Avrei voluto gridare un grido di gioia e spavento ma nessun suono è uscito dalla mia bocca. Tutti questi mesi senza parlare... Ho forse perso la facoltà della parola?

La persona che era oggi nella mia stanza mi ha parlato per tranquillizzarmi. Una voce di donna usciva da sotto la maschera integrale che indossava. Mio Dio, ho realizzato solo in questo momento che dal primo giorno che sono qui non ho mai visto il viso di nessuno, sia dottori che infermieri erano sempre con indosso la tuta che ho visto così tante volte nei film in cui vengono creati virus letali o armi biologiche. Volevo gridare, volevo urlare, volevo strappare tutti i fili che mi collegano alle macchine, ma sono praticamente intrappolato nel mio stesso corpo con solo questa tastiera e questo misero schermo su cui scrivere...

La donna mi ha detto che da oggi inizia una nuova fare dell'esperimento ma non poteva dirmi di più. Cosa mi faranno? Che cosa mi faranno??

 

Giorno 225

Sono più di sei settimane che è iniziata la nuova fase dell'esperimento, non so se stanno inserendo delle droghe sperimentali nelle flebo o cosa, la testa mi fa male sempre di più, la vista è appannata, la stanza mi ruota attorno ogni volta che muovo leggermente la testa, faccio sempre più fatica a fare ragionamenti lucidi. Voglio uscire. Voglio andarmene. Basta!! Basta!!! Voi che leggete tutte queste mie annotazioni giornaliere, fatemi uscire, voglio andarmene! Lo so che le state leggendo dall'altro lato dello schermo. FATEMI USCIRE!!! VOGLIO TERMINARE L'ESPERIMENTO. ORA!!!!!

 

Giorno 284

Ho realizzato solo oggi che il letto in cui sono da più di 9 mesi è inclinato. I miei piedi sono più in alto della mia testa, dev'essere stato uno spostamento lento ma regolare perché ricordo con chiarezza che il primo giorno non era così... o forse sì? I ricordi sono confusi. Non ricordo neanche che faccia abbia la persona che mi fece il colloquio per partecipare all'esperimento, non ricordo nessun viso, neanche quello di mia madre o di mia sorella... no no, il letto non era inclinato prima. La testa fa sempre più male, la schiena non la sento più dal terzo mese, le gambe non so neanche cosa siano più. Avevo delle gambe? Ce le ho ancora?

 

Giorno 323

Oggi c'erano almeno quattro persone che mi giravano intorno, raccoglievano dati riguardo la mia altezza, la circonferenza del busto, del... del... oddio, sto perdendo anche la capacità di usare alcune parole... del... cosa dicevo? Ah sì, persone attorno al letto, forse cinque o sei, giravano, scrivevano, misuravano. Sembravano un branco di lupi famelici attorno alla preda. A me. Io sono la preda.

 

Giorno 327

Da giorni vedo sempre più persone arrivare e misurare, scrivere e scribacchiare sui loro tablet. Sempre tutti vestiti con la tuta completa da capo a piedi, nessun lembo di pelle traspare, non so neanche se sono umani, alieni o robot... Ti prego, fa che siano uomini. Uomini come me.

 

Giorno 329

‘Domani è il gran giorno, sei emozionato?’, ho sentito un ricercatore dirlo ad un altro mentre rilevavano altri dati. Cosa accade domani? Cosa mi faranno???

 

Giorno 330 - Nota del professor Keating

Il soggetto è stato ibernato con successo. I battiti cardiaci hanno subito una brusca accelerazione prima di chiudere la capsula ed il paziente è quasi andato in shock cardiaco. In ogni caso, siamo sulla rotta giusta, questo è un passo che segnerà il futuro dell'umanità.

 

Giorno 360 - Nota del professor Keating

30 giorni di ibernazione completa. I valori vitali sono paragonabili a quelli di un cadavere.

Fra 5 giorni bisogna togliere il paziente dalla capsula, è il momento più delicato di tutta l'operazione. Il lavoro di un anno può considerarsi andato in fumo se qualcosa va storto.

 

Giorno 365 - Nota del professor Keating

L'uscita dalla capsula del soggetto è stato un altro successo, la procedura è sicura. Procederemo con ordine alla riabilitazione e re-inserimento nella società.

La prossima fase dell'esperimento può cominciare, i nostri astronauti potranno presto utilizzare queste tecnologie per viaggi al di fuori della nostra galassia, esplorare mondi lontani fino ad oggi ritenuti irraggiungibili.

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Commenti: 2
  • #1

    alessandro (lunedì, 29 dicembre 2014 13:52)

    Angosciante. Bello

  • #2

    Martina (venerdì, 02 gennaio 2015 12:58)

    Non so perché ma il tuo racconto mi ricorda "Sette piani" di Buzzati. Non è per niente uguale, storia diversissima ma non so perchè mi sembra un po' quello stile li, come dice Alessandro, un po' angosciante ma bello